Convegno e Triangolare_ maggio 2008
Per promuovere la realtà sportiva e sociale del Siena Calcio Femminile è nata, nel 2008, l’idea di dare voce e dignità a questo sport attraverso l’organizzazione di un convegno dal titolo “Donne e sport quale uguaglianza, quale diversità: Calcio femminile una pratica motoria e sportiva fondata sull’equilibrio fra collaborazione, sana competizione, rifiuto della violenza“.
La due giorni di evento si è svolta il 29 e il 30 maggio 2008, prima con un convegno presso il complesso museale “Santa Maria della Scala”, poi con il triangolare allo stadio comunale “Artemio Franchi” di Siena. Hanno partecipato personalità del mondo sportivo italiano e straniero e rappresentanti delle istituzioni locali, oltre ai vertici della FIGC e del CONI.
Il triangolare, disputato tra la nostra squadra ASD Siena CF, una squadra rappresentante la Palestina e la squadra delle “Princesse del Burkina Faso”, è stato un esempio di civiltà e sportività. L’evento è stato trasmesso in diretta su Internet sul sito “ www.intoscana.it“ ed è stato seguito da tutti i giornali della regione.
Ecco alcuni commenti relativi alle difficoltà incontrate dal calcio femminile:
Carolina Morace
Ex giocatrice della Nazionale, e più volte capo cannoniere del campionato nazionale di serie A
”Ho voluto imparare non solo perché più giochi più ti diverti, non solo perché vincere e dividere la gioia con le compagne di squadra mi regalava emozioni bellissime, ma anche perché, sempre, bisognava convincere gli scettici che anche la donna può giocare a calcio e lo può fare bene senza necessariamente assomigliare ad un maschio! Tra le mie motivazioni personali mai, infatti, c’è stata quella di arrivare ad essere “brava come un uomo”, io sono e mi sento donna!”;
Marianne Meier
Ricercatrice della Swiss Academy for Development
nel riportare la frase dell’allenatore tedesco Otto Rehagel in una dichiarazione del 1990 al Sonntagsblick, (“Le donne sono creature fragili. Trovo belle le ginnaste, ma le ragazze che scalciano come “cavallone” sui campi di calcio…quelle proprio non mi vanno giù!”) afferma che negli anni ’70 questo tipo di discorso poco galante, degno degli avventori di un bar, poteva anche essere pubblicato senza problemi anche se già faceva scandalo. “Oggi citazioni analoghe da parte di personalità in vista non si leggono più e anche la definizione di ciò che è considerato femminile o maschile è diversa oggi da quella di ieri, e lo sarà domani da quella di oggi. Indipendentemente dall’aspetto temporale, il concetto di virilità e di femminilità è determinato anche e soprattutto dal contesto socioculturale. Per esempio, sono considerati sport “tipicamente” femminili il calcio negli USA e il basket nel Senegal, perché in quei paesi altre discipline sportive sono “maschili” per eccellenza. Per non compromettere le donne impegnate nel superamento di queste barriere, le discipline sportive devono essere oculatamente, in adeguamento con la situazione socioculturale, introdotte progressivamente e si deve provvedere alla sensibilizzazione della comunità”
Noi ci sentiamo in sintonia con Carolina Morace e con Marianne Meier: queste sono anche le nostre ragioni, sia filosofiche che di metodo.